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When I was just a little girl / I asked my mother / What will I be
Will I be pretty / Will I be rich / Here’s what she said to me

Que sera, sera
Whatever will be, will be
The future’s not ours to see
Que sera, sera
What will be, will be

Ray Evans e Jay Livingston, 1956

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“Penso sempre che ogni cosa durerà in eterno, ma non è mai così. In realtà, niente esiste per più di un istante, tranne ciò che custodiamo nella memoria. Cerco sempre di conservare dentro di me ogni momento - preferirei morire piuttosto che dimenticare.”

Firmino, Sam Savage. Einaudi, 2008

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“Ma i momenti in cui Norman era più amabile erano i giorni di pioggia, quando non c’erano clienti nel negozio e lui si aggirava per i corridoi armato di un grande piumino di penne di tacchino, spo0lverando a destra e a sinistra canticchiando a fior di labbra e fischiettando. Vederlo mi faceva pensare, allora, a com’era bello essere uomini. Anche per me, i giorni di pioggia erano piacevoli. Cullato dal ticchettio dell’acqua, mi capitava di assopirmi nella mia postazione. Talvolta avevo anche degli incubi nei quali morivo di morti atroci, schiacciato sotto il Webster in versione integrale o trascinato dall’acqua giù per lo scarico tra le urla. E quando mi svegliavo nel tepore confortevole del negozio al lieve sibilo della pioggia, al fruscio del piumino di penne, mi sentivo di nuovo felice.”

Firmino, Sam Savage (2006)

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Documentario - Il corpo delle donne

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Where the Wild Things Are - Official Trailer (via trailers)

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Alternative possibili

hanno gambe lisce e braccia abbronzate, biancheria da mille una notte e la borsa dello stesso colore delle scarpe. sono morbide e vivaci, curiose e lievi, libere come l’aria.
hanno un lavoro importante e fidanzati di passaggio, sono libertine e gaudenti, coraggiose e vivaci. ballano da sole ma hanno amici come reti e amiche solidali a cui telefonare a qualsiasi ora del giorno e della notte.
prendono aperitivi e fanno le ore piccole, studiano il cinese perché è la lingua del futuro e hanno fatto un corso di sommelier perché nella vita viene sempre utile.
leggono e vanno al cinema, a volte hanno l’abbonamento a teatro e nel weekend vanno al mare.
sono padrone del loro tempo, dei loro amori e della loro vita. hanno imparato a navigare nella tempesta, a controllare l’olio alla macchina e a non avere bisogno di nessuno.
a volte fanno le zie e, da brave zie, fanno follie e rubano cuori ma quando si stufano riconsegnano il nipote ai legittimi genitori e vanno a farsi una sauna e una tisana depurativa.
non hanno catene né reti e questo a volte dà le vertigini o la malinconia.
ma hanno imparato a stare al timone e a non addormentarsi mai, hanno conosciuto l’indipendenza e la forza che ti regala.
quando elastigirl era piccola e aveva paura di tutto, nonna J, la sua mamma, le apriva il palmo della mano e le diceva “guarda! hai il mondo in mano”. lei faceva sì con la testa ma quel mondo lo vedeva rotolare per terra e aveva l’impressione che mai avrebbe avuto mani abbastanza grandi e una presa abbastanza salda.
ieri sera elastigirl è uscita a cena, come non succedeva da secoli, e ha incontrato donne proprio così, con il mondo in mano. che hanno preso altre strade e altre vite. erano vicine e lontanissime e lei per un attimo ha desiderato essere come loro, con il reggiseno di pizzo e gli accessori coordinati, libera come l’aria, padrona di se stessa, leggera come una farfalla.
poi le è passato, ma non del tutto.

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L'arte di comunicare con le presentazioni - Alessandra Cimatti per Girl Geek Life

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Repubblica.it - Blog - Scene Digitali » 2009 » Maggio » 04

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“le città si dovrebbero costruire non per il lucro dei proprietari di aree, ma per essere usate dagli abitanti,”

Eddyburg.it - Urbanistica in Parlamento

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“Desidero soltanto assicurare che la legge è stata studiata con accuratezza, e non con intenti oppressivi nei confronti di questa o quella classe, di questa o quella categoria, ma con la visione realistica di chi vuole che le città si accrescano in maniera organica e la corsa alla speculazione cessi. Una armonica crescita delle città veramente tutti desideriamo. Il Parlamento italiano voglia favorirla con una politica urbanistica coerente.”

Eddyburg.it - Discorso al Senato sul bilancio dei Lavori Pubblici

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